venerdì 29 agosto 2008

Quando la routine bussa di nuovo alla tua porta

La parte più difficile non è mai fare un'esperienza. La parte difficile è ricordare e mantenere vive le emozioni e le sensazioni che hai provato e trattenerle il più possibile con te anche nella vita quotidiana. Quando la routine bussa alla tua porta, dovresti aver ben chiaro questo concetto. La puoi far entrare, far accomodare, tanto è di casa. Ma non invitarla a fermarsi. Dille che ti troverà altre volte ma che non sarai sempre lì ad aspettare che lei si riappropri dei tuoi spazi. Questa consapevolezza è molto importante, aiuta a vivere meglio, più soddisfatti e magari anche ad essere un pochino più sicuri che il prossimo castello di carte che crollerà sarà stato costruito un po' meglio!

giovedì 28 agosto 2008

Damasco


Lentamente ricominciare, lentamente costruire. Quello che sembrava solo un ripetersi ossessivo della mia vita si sta rivelando un modo di essere. Non appena sono convinto di aver dato un senso, all'imporvviso scivolo. Probabilmente era necessario, non sarei qui a scrivere così se non fossi caduto. Il pensiero va decisamente a Paolo, l'apostolo. Quanto dura deve essere stata la caduta e quanto deve aver sofferto uno che fino a quel momento era stato tenace oppositore della nuova religione? Almeno posso dire che qualche passo in questa direzione l'avevo già fatto...ma lui? Direi che comunque si è ripreso alla grande...e dire che mi stava più simpatico Pietro con quei suoi discorsi da campeggiatore abusivo che non questo spietato esecutore di altre volontà. Ora mi pare di capirlo un po' di più. Ma qaunta ignoranza di cose profonde devo ancora colmare...

mercoledì 27 agosto 2008

«Tutto va come deve andare...»

...cantava il buon Max. Spero proprio che sia così.
Lo dico perchè, pur essendone intimamente convinto, non mi sono ancora ripreso del tutto dal crollo del mio pur bellissimo castello di carte.
Lo dico perchè probabilmente ho paura di tacerlo.
Lo dico perchè mette in discussione tutto, me stesso, gli altri, il mio futuro.
Lo dico e basta. Vorrei poter dire di più, spiegare a chi si trovasse a leggere queste poche righe cosa mi ha così profondamente cambiato. Ma più di così non riesco a scrivere, almeno per ora.

domenica 10 agosto 2008

Ringraziamenti...


Non posso non ringraziare alcuni degli amici che gentilmente mi hanno voluto rispondere...d'altronde le amicizie solide sono quelle che si costruiscono negli anni e magari proprio perchè si ha avuto un passato in comune...una canzone di J-Ax (che io stimo essere pari ad un poeta della modernità) suonava così: «10, 9, gli anni che non hai, son proprio quei due voti che non ti hanno dato mai; 8, 7, i pochi amici tuoi, quelli che rimangono come tu sei...[...]». Oddio, capisco che fra Carducci e J-Ax ne passi di acqua, ma questo pezzo mi è sempre piaciuto.
Con mio fratello abbiamo fatto due conti: quali 8-7? Nel mio caso i veri amici si contano sulle dita di una mano e poco altro. Forse J-Ax ha messo anche qualche semplice conoscente, che volete che vi dica...4 o al massimo 5 sono le persone di cui mi fido e non necessarimente quelle che non mi hanno mai tradito...certo si perdona, ma non si dimentica. Il post di oggi lo dedico a voi, leggendario A-Team, con tutto il cuore!