Un tempo ero più "incazzoso". Ora rifletto. Un tempo avrei mandato tutto "a cagare". Ora cerco di capire. Un tempo "take it easy" equivaleva a "lasciare che tutto vada in vacca". Ora vuol dire davvero "vivila semplicemente", non nel classico abbandono che prelude al disinteressamento ma in una nuova dimensione che mi vede uomo "finito" (nel senso di incompleto, mi raccomando, non equivochiamo che qui in un attimo si pensa subito «oddio vuole farla finita»). Cioè individuo fallibile e in quanto tale attento anche alle fallibilità degli altri. E' un nuovo modo per me di vedere le cose e nei limiti della mia comprensione mi spinge a cercare di capire più che a giudicare. E dove non arrivo io passo la palla al Grande Capo perchè non ci vedo strada o perchè chiedo che mi venga illuminata. Solitamente mi basta una fiammella. E sono felice. Stanco e nei casini o desto e calibrato, sono contento.
martedì 30 settembre 2008
La sottile leggerezza dell'essere
Un tempo ero più "incazzoso". Ora rifletto. Un tempo avrei mandato tutto "a cagare". Ora cerco di capire. Un tempo "take it easy" equivaleva a "lasciare che tutto vada in vacca". Ora vuol dire davvero "vivila semplicemente", non nel classico abbandono che prelude al disinteressamento ma in una nuova dimensione che mi vede uomo "finito" (nel senso di incompleto, mi raccomando, non equivochiamo che qui in un attimo si pensa subito «oddio vuole farla finita»). Cioè individuo fallibile e in quanto tale attento anche alle fallibilità degli altri. E' un nuovo modo per me di vedere le cose e nei limiti della mia comprensione mi spinge a cercare di capire più che a giudicare. E dove non arrivo io passo la palla al Grande Capo perchè non ci vedo strada o perchè chiedo che mi venga illuminata. Solitamente mi basta una fiammella. E sono felice. Stanco e nei casini o desto e calibrato, sono contento.
domenica 28 settembre 2008
Altri ma non solo Altrove
Scoprire la bellezza negli altri mi rende felice. Sono convinto che non sempre riesco a vederla in tutte le persone, ma mi sforzo continuamente per farlo. E quando ci riesci è qualcosa di esaltante! Lo è anche vedere i tuoi progetti andare in porto, solo se ovviamente hanno passato la discriminante di essere "aderenti alla realtà". Credo che questo simpatico slogan racchiuda in sé una grande verità, di cui io scorgo solo una fiammella ma che mi permette di proseguire con maggiore fiducia nel futuro. Nonostante a volte sembri che io stia retrocedendo, devo dire che in questo ultimo periodo ho fatto dei passi concreti in avanti e ho imparato dalle mie cadute. Accettarsi come individuo fallibile è stato per me un duro colpo ma anche l'inizio di un volo ardito e magnifico. Grazie anche ai molti altri incontrati in questi utimi tempi...Clicfacile e i 5+1+1-1, Rossofuoco, Barbabamba con Dolar e famiglia.
giovedì 25 settembre 2008
Non tutto è compiuto...
Su sollecitazione implicita di Clicfacile mi accingo a rendere meno criptico il significato del post precedente. Mi rendo conto che non è bellissimo affermare di voler "svelare" un passaggio "oscuro" utilizzando codici linguistici sconosciuti ai più. Tuttavia sono certo che più di uno capirà alla prima lettura a chi sto rispondendo (e in tal senso spero di avergli provocato un accenno di sorriso). Clicfacile, se ho ben capito, mi chiede cosa intendo con aiutare gli altri. Il mio dubbio (non mio in questo momento ma molto sentito) è: fino a che punto posso aiutare gli altri? Fino a che punto è giusto farlo e in che modo? Sinceramente non lo so. La nostra formazione (mia e di Clicfacile) dice fino alla "perdita di se stessi"; sebbene io non abbia lo stesso grado di consapevolezza di mio Fratello, so che anche per lui non è semplice mettere in atto la linea teorica e quel poco che si fa costa anche fatica. Che ne pensate? vedremo se sorgono semi di riflessione in tal senso. E comunqe non tutto è compiuto...mancano ancora alcune persone all'appello...
mercoledì 24 settembre 2008
Aiutare tutti...?
Non si può aiutare tutti. Francamente non ci si riesce. Quando le persone ti chiedono aiuto hai voglia di dare una mano. Se puoi la dai anche. Ma non sempre le cose vanno così. Tante volte invece non si hanno i mezzi e le possibilità per farlo. Tante volte non hai voglia, ma tante altre non ci stai dietro. E' brutto, anche perchè spesso non sono solo gli sconosciuti a chiedere ma gli amici, a cui dispiace dire di no. Ed è anche molto difficile. Soldi e amore: questi i temi più gettonati. Quando entrano in gioco anche questi fattori risolvere le questioni diventa più difficile e più spinoso. A volte mi chiedo se sono io che sono egoista o se sono gli altri che chiedono troppo. Non lo so. Un tempo avrei dato la colpa agli altri in toto, adesso non ne sono più tanto sicuro. Saprei accogliere sempre, io? Saprei accogliere come fanno alcuni di quelli che conosco? Spero che se non ne sarò capace, almeno riuscirò a imparare.
Latinitas
O tempora o mores. O jubilo del core. Quando parto così mi faccio paura da solo. Eppure queste sono le mie due anime in questo momento. Una "O tempora o mores" (che tempi, che costumi!) e una "O jubilo del core" (o gioia del cuore). Da una parte quindi che "schifo di tempi" in cui ci troviamo a vivere, tempi in cui la battaglia sociale e il riscatto per le persone disagiate ha lasciato il posto all'esaltazione della cretineria e al progressivo affossare dei suddetti strati deboli. Dall'altra invece "gioia del cuore" che mi fa conoscere in ogni posto in cui sono persone splendide, grandi e forti che mi arricchiscono moltissimo sul piano interiore. "Gioia nel cuore in questi tempi" anche perchè matura in me la consapevolezza che devo dare il mio contributo e lo voglio fare.
lunedì 22 settembre 2008
Scelte
Prendere coscienza in serenità della propria condizione. Capire di aver risposto ad una esigenza con sincerità, quando pensavi di non avere alternative e che la cosa ti si sarebbe comunque ritorta contro. Che avresti dovuto fare dei sacrifici anche professionali ma in nome di un ideale più alto, hai accettato come un nano del LOTR (accettato...Lord Of The Rings...ah ah ah). Aver scelto quando tutto sembrava nero, quando le nubi ti impedivano di vedere il sole ti mette in pace con te stesso. Non hai fatto una scelta di comodo. Hai fatto una scelta che anche se si fosse rivelata controproducente da un punto di vista affettivo, ti vedeva convinto. Tanto più adesso che le cose si stanno sistemando. Nulla toglie alla tua sincerità, nulla toglie alla tua aderenza.
Confidate
Quando si pensa di aver toccato il fondo si può sempre scavare ancora un pochino. Se le cose stanno andando assolutamente verso il basso mantenete la calma. Non una calma vuota, una calma zen, una finta calma. Una calma vera che nasce da una serenità di scelte e di maturità. Vedrete che tutto sembrerà improvvisamente migliore. Non solo. Di solito le vicende umane volgono naturalmente (o dovremmo dire soprannaturalmente...) verso un miglioramento, ve lo posso asscicurare. Un miglioramento che comunque vi lascia in pace con la vostra condizione in quanto avete già messo nel famoso barattolo "le pietre grosse". Il mio non è un augurio, è un dato di fatto. Non mollate, cercate di resistere. Tutto si sistemerà. Condfidate.
venerdì 19 settembre 2008
Ascoltare! Ascoltare! Ascoltare!
Una settimana che lavoro e mi sembra di aver cominciato da un mese. E il bello è che la pseudo-stanchezza non deriva affatto dal lavoro in sè, dalla relazione con i ragazzi, anzi. Deriva da una serie di carichi, personali e non che mi bersagliano da quando ho ripreso. Posso dire che in questo periodo ascolto molto. Mi pare un esercizio personale di allenamento della virtù assolutamente necessario e molto bello. Mi aiuta. Solo che appena ti metti in ascolto entra di tutto come se da una piccola porta volesse passare una mandria di bisonti. Nel migliore dei casi si mettono in fila e attendono il loro turno, cosa che peraltro è poco probabile che possa avvenire. Che volete mi sento così...ora andrò a riordinare sassetti tantrici e a stendere rilassanti tappetini di sabbia per preparami ad ascoltare ancora senza avere la presunzione che da solo riesco a uscirne ancora un volta. Il mio istinto non basta più...
mercoledì 17 settembre 2008
Non ho intenzione di agitarmi
Ogni tanto succede, sei stufo delle condizioni di stress e scoppi. O scappi, nel mio caso; o tutte e due. Ma stavolta ho deciso che non faccio nè una nè l'altra. Non me la prendo e non ho intenzione di far nulla per sfuggire, tanto meno macerarmi nei dubbi. Ho intenzione di andare a fondo delle cose, di "aderire" seriamente alla realtà. Se devo dire che una cosa non mi piace la dirò. Se devo gioire perchè una cosa mi sembra gioiosa lo farò. A chi non sta bene cercherò di essere vicino contro il parere dei benpensanti. Non correrò invece, come fanno molti, in soccorso del vincitore: il sano non ha bisogno del medico. Credo sia una questione di coerenza, di sincerità con sè stessi (comincerò ad essere il primo giudice anche di me stesso riguardo a questo. Grazie a quanti mi hanno permesso di arrivare a questo punto, in classe e nella vita. Ma che film la vita! (Augusto Docet)
martedì 16 settembre 2008
Rebus o sovrano dell'automezzo?
Qualcuno ti guarda, qualcuno ti osserva. Qualcuno scruta i tuoi pensieri quotidiani e ciò di per sé è divertente. Giochi di parole, parole coi giochi, la forza della ragione e la ragione della forza... E' bello vedere che mi sono legato affettivamente ad alcune persone nella vita e che probabilmente resteranno tali anche in futuro (lo spero...). E' disarmante sapere che qualcuno intuisce quello che stai pensando o sa cogliere alcuni segnali che mandi. E' bello, ma è disarmante. E quindi rispondi ma non per punti, perchè dicono sia sintomo di "sclero", ma per enigmi così chi vorrà capire capirà. Ed è sconvolgente, nonchè un pochino preoccupante che questo accada anche al contrario, non «tu sei fuori» ma «ho capito, è chiaro cosa vuoi dire». Ah, l'amicizia che bella cosa...chi dice che abbiamo del buon tempo da perdere? Coltivare amicizie importanti può passare anche attraverso mezzi stupidi...
sabato 13 settembre 2008
tempo di lavori
Meglio definirlo così questo tempo di passaggio. Sia perchè piove, sia perchè è un periodo in cui il progetto dell'architetto è già stato approvato ma va costruito. Ci sono "lavori in corso". Spero che diventino anche, in prospettiva, uno "stiamo lavorando per voi". Me lo auguro proprio. Ho messo abbastanza carne sul fuoco da saziare un Obelix qualsiasi: ciò potrebbe essere in un qualche modo pericoloso, ma con la serie di giuste priorità che mi sono dato dovrei tener botta bene ed evitare di servire la minestra dopo la frutta. Certo, in questo periodo sembra che, cambiando prospettiva, ti contattino un po' tutti per questioni da risolvere, quando in realtà mi verrebbe voglia di dire "oh, ma devo sistemarmi io prima...". Ma devo davvero? E' così che parte la grigliata...buon appetito!
venerdì 12 settembre 2008
Si può...?
E' carino far progetti e sperare che il dilagante e onirico tran tran non ti costringa a rivederli. Esempio: decidi che hai voglia di mettere la testa a posto in vari ambiti (che evocazione sposalizia ha questa frase, che comunque non c'entra): ti prepari mentalmente, fai un interessante training autogeno e un altrettanto significativo raduno motivazionale interiore al fine di arrivare consapevole e ben motivato all'agognato start del nuovo iter, sia esso scolastico o meno. Conscio di questo nuovo assetto mentale decidi di mantenere quello che potremmo definire senza grandi smentite un basso profilo che ti permetta di essere abbastanza umile da ammettere dove hai torto e abbastanza rinnovato da riconoscere quando gli altri hanno ragione: non tradisci te stesso ma accetti serenamente il confronto. Ma: 1)Se gli altri sparano boiate cosa si fa? Il new deal del profondo va a farsi benedire...!? 2) Se tutto ti si scarica addosso senza chiedertelo? Va in "bromba" (espressione veneta) tutto lo sforzo precedente...!? Non direi. Semmai puoi sempre dire anche alla luce di un nuovo atteggiamento mentale ti sembra che gli altri non abbiano considerato certe altre innegabili implicazioni.
giovedì 11 settembre 2008
Epico giro...
La grande giostra ricomincia. Certe volte preferirei avere poche ferie (non è vero, il problema sarebbe solo spostato) così almeno avrei poco tempo per pensare a un mio lento e inesorabile acclimatamento in classe. Per fortuna mi piace ancora molto andare in classe, spiegare, divertirmi coi ragazzi. Non solo loro il problema, o meglio ne rappresentano una parte infinitesimale. Il problema è la girandola di impegni tutti necessari (davvero?) che si riaccavalleranno. Non posso negare che la varietà mi piace, mi è sempre piaciuta; però forse mi piacerebbe stare un po' più comodo...o forse è meglio così, costantemente in attività, almeno non penso...buon inizio al popolo che impara e al popolo che insegna (par condicio, tanto sono in tutte e due le categorie)...che sia un anno bello e non troppo scolastico!
sabato 6 settembre 2008
Tempo...

Il tempo che se ne va: realtà o provocazione?
Che il tempo passi sembra assodato. Ma è così? E' il tempo che cambia noi o siamo noi che cambiamo nel tempo? Domanda alla Marzullo, mi rendo conto. Perchè se noi cambiamo e il tempo resta fisso, come possiamo dire il tempo cambia, passa, etc? Sembra la barzelletta dell'esploratore e dell'indigeno del Kenya: «du uomo biango se di emozioni divendi rosso, se di arabi divendi verde, se brendi baura divendi bianco: berchè ghiami me "uomo di colore"?».
E' un cambiamento di prospettiva interessante, ultimamente mi diverto a riflettere sulle varie angolazioni di un problema. Un tempo avrei detto "ho ragione io, punto". Adesso non ne sono più sicuro...è divertente ed interessante, ma non è veloce come un tempo
giovedì 4 settembre 2008
Castello di carte
Nuovo corso, nuovo inizio. Da quando sono tornato (non vi dico da dove ma c'era una luce bianca in fondo ad un tunnel) cerco di "fare nuove tutte le cose". In realtà non è che sia cambiato di molto il mio giro di attività, casomai è cambiato l'atteggiamento interiore. Per ora mi pare di aver fatto dei piccoli passi, oserei dire anche abbastanza sicuri (poco incerti...) ma non è facile soprattutto dopo che ti è cascato addosso il tuo bellissimo castello di carte. L'importante comunque è rimboccarsi le maniche e ricominciare...che altro volete fare? Imparare a convivere con lo "sbrego" interiore, cercare di costruire una casetta che faccia perdere del tutto il fiato al Lupo Cattivo.
martedì 2 settembre 2008
Solo certa gente...

Solo certa gente può capire certi commenti...solo certa gente può sorridere di certe affermazioni. Ringrazio il simpatico commento lasciatomi da un "non tanto anonimo" amico che mi dà lo spunto per scrivere ancora. E' innegabile che le esperienze mettano in una relazione privilegiata alcuni individui con altri, ma lo sforzo da compiere non può che essere di condividere il più possibile le proprie sensazioni anche con chi non è riuscito ad esserci. Certo, è brutto, è fastidioso, sembra sempre che siano intrusi, delle persone estranee a noi, ma forse occorre ricordare che a volte possiamo essere anche noi "esclusi", gente che non c'era, per un motivo o per l'altro. Soprattutto operiamo affinchè siamo tutti un unico insieme di persone che "ci sono" sempre.
lunedì 1 settembre 2008
a Max, musa ispiratrice...

A Max Pezzali potrei fare un monumento. Tante delle cose che canta mi capita di viverle, anche a distanza di anni. Qualcuno si vergogna a dire che ascolta ancora Max Pezzali, io no. Certo la forte deriva sentimentale recenti album può far storcere il naso ai cari vecchi Repettiani, ma a ben guardarla, anche la produzione dell'ultimo periodo è interessante. Ieri per esempio, dopo opportuna sollecitazione, mi sono tornati alla mente questi versi: «chi le ha inventate le fotografie, chi mi ha convinto a portar qui le mie, che poi lo sappiamo scattano le paranoie...». Non ho potuto non ridere. Era proprio così. Non tanto per le paranoie che in realtà non erano legate ai rullini digitali in oggetto, ma per il modo con cui lo dice e la realtà intrinseca della situazione: «quanti in questi anni ci han deluso, quanti col sorriso dopo l'uso ci hanno buttato...». Buon vecchio Max, avevi la vista lunga o forse ti era già capitato, per fortuna sei riuscito a metterlo in musica! In alto i calici: per Max, le sue storie e le sue intuizioni; per Repetto, con le sue "menate" ovunque egli sia; per gli intramontabili 883!
