lunedì 27 ottobre 2008

Maratoneta della Fede

Bah. Per la prima volta in tanti post non so davvero come spiegarmi e di conseguenza non so coem cominciare. Credo che un "bah" in questo caso ci stia. Un "bah" è un «non sono convinto», un «non so», un «non mi fido». Non sono convinto delle cose che stanno accadendo attorno a me (ma che non mi riguardano di persona (vedi post precedente), ma non ho modo di essere di aiuto se non con il farmi sentire vicino a chi sta soffrendo, siano i miei sospetti fondati o meno. Non so cosa fare. Il mio spirito di profezia, di discernimento è leggermente in crisi, non mi dà i giusti segnali. Devo pregarci su ancora molto. Non basta una preghiera saltuaria, serve un allenamento costante per diventare un maratoneta della fede e al momento io penso di essere ancora al livello di un atleta delle superiori. E la mente ritorna a quei giorni in cui passando davanti alla prof. rischiavamo l'insufficienza al grido di «signorsi sergente istruttore!». Devo farne ancora di fiato...

sabato 25 ottobre 2008

Cisco, il nuovo guru

Il mio nuovo riferimento musicale non può che essere Cisco, ex cantante dei Modena City Ramblers, ora avviato a una buona carriera solista. Non che lo apprezzi in toto, sia chiaro. Ha la capacità di trascendere e di puntare alla riflessione metafisica di un crotalo ma ha una percezione di se stesso, degli altri e delle ingiustizie che è qualcosa da cui si può apprendere molto, o almeno da cui io apprendo molto: «io so chi sono, ho chiaro da che parte sto, ricordo i nomi i votli, nelle storie le canzoni, io ritrovo la mia identità». Io so chi sono. Ho chiaro da che parte sto. Me lo devo ripetere spesso. Me lo devo fissare nella "crapa". Perchè è così: so chi sono e ho certezza di sapere dalla parte di chi sto. Dalla parte degli ultimi. Tutto il resto si dovrà costruire su questo caposaldo. Che piaccia o non piaccia.

domenica 19 ottobre 2008

La tranquilla leggerezza dell'essere sicuri

Certe cose non mi toccano più. Un tempo mi sarei arrabbiato, penso. Un tempo avrei serbato rancore. No, ora no. Quando si impara a dire le cose come stanno, anche il resto assume un significato nuovo. Oggi mi stava per girare molto male, poi è bastato poco, parlare, vivere assieme per cambiarmi l'umore. Quanto poco mi basta ora. Quanto mi serviva un tempo. Quanto è bello sentirsi utili e sentirsi parte di qualcosa di più grande. Non so se c'è qualcosa che non va in me e a diral tutta non so neanche se c'è qualcosa che va. Lo spero. Io cerco di essere vero. In questo periodo direi che cerco anche di essere ancorato saldamente, non più al mio egoismo ma ad un progetto nuovo. "Chi vivrà vedrà", dice un noto adagio. Speriamo di vedere. Come diceva un mio caro amico «siamo nelle mani del Signore, speriamo che non applauda!».

giovedì 16 ottobre 2008

Signore da chi andremo?

Meglio che scriva ora che mi vien da ridere piuttosto che poi se mi verrà da piangere. Non lo so. Non credo. Non capisco. Per ora mi limito ad attendere e a ricordarmi il motto "aderire alla realtà" che mi ha felicemente accompagnato in questi ultimi mesi. Penso che quando sarò papa lo farò mettere sullo stemma del pontificato. Se invece non riesco a farmi eleggere da un qualsiasi geriatrico conclave fonderò una nuova chiesa in America e la intitolerò "Chiesa della Divina Aderenza", di cui sarò fondatore e promotore: il suo motto sarà "Semper Aderens". Se invece, come penso (non oso dire come spero...) la mia vita dovesse prendere una piega meno eretica e più normale mi ricorderò di chiedere sempre l'aiuto del buon Dio perchè sembra l'unico in grado di rispondere alle mie reali esigenze. Il "buon Dio"...espressione tipica della mia famiglia per indicare un rapporto di bontà ed intelligenza, nonchè di fiducia nell'intelligenza del Nostro Creatore. Di solito infatti tale locuzione introduce frasi del tipo «il buon Dio non è certo così stupido da...»; «Speriamo che il buon Dio...». Speriamo!

martedì 14 ottobre 2008

Riordinare

Riordinare la stanza ogni tanto è necessario.Un ordine che possibilmente sia anche sufficientemente elastico da permettere un minimo di movimento alla persona che nella stanza ci deve vivere. O al massimo che consenta ai visitatori di non rischiare la vita entrando o spostando accidentalmente qualcosa...questo semplice concetto chiaramente non collima quasi mai con l'idea di questo concetto che hanno gli altri. Avere un certo ordine mentale credo che sia assolutamente necessario. Lo impongono i progetti che si fanno ma anche i sogni. Non è vero che sognare e pianificare non vanno d'accordo. L'importante è non smettere mai di sognare, su questo siamo d'accordo. Ma se non riesci a fare ordine fra sogni, realtà e priorità dubito fortemente che si potrà realizzare qualcosa di interessante. Probabilmente tutto resterà "in cantiere".
Si può essere sognatori e fare progetti, con l'aiuto di Qualcuno magari si realizzeranno...

lunedì 13 ottobre 2008

Atto II

Oggi il contenitore non è troppo pulito. la metfora di ieri mi è proprio piaciuta. Sebbene non sia umile e non stia bene farsi i complimenti da soli, per una volta faccio uno strappo alla regola. Non tanto per la bellezza quanto perchè per una volta sono riuscito ad esprimere con parole chiare quello che era il mio personale pensiero. E ancora una volta ci ricasco. Ci sono vari modi per intorbidire l'acqua di una caraffa, nel mio caso il grosso problema è sempre quello: la lingua. Oggi è stata una giornata stressante e io quando sono stressato divento anche abbastanza cinico. E non mi piace. O meglio: mi piace. Provo un sottile piacere nel "sgnaccarla" a qualcuno, salvo poi non accettare eventuali affondi di rimando. Quando faccio così mi odio. Perchè lo so che in fondo mi diverto. Che predico bene ma in fondo in fondo razzolo male...devo lavorarci ancora molto. O ci medito su o ci prego. Meglio la seconda e adeguatamente "disposto". Non si sa mai, metti che "è il giorno ed è l'ora", che mi faccio trovare impreparato?

domenica 12 ottobre 2008

Il contenitore pulito

Nessuno che abbia un briciolo di igiene personale e collettiva metterebbe acqua pulita in una caraffa sporca. Caso mai si darebbe da fare per pulirla. Chiaramente bisogna essere coscienti che la caraffa è sporca o quantomeno intendersi sul concetto di "sporco". Ma è innegabile che una volta appurato quanto "sporca" deve comunque essere lavata. Ogni tanto mi sento così. Una caraffa che vuole contenere acqua pulita ma che per adesso si limita a servire the (acqua sporca...). Una volta preso coscienza della propria personale lordura (soprattutto le manchevolezze di ordine spirituale ma anche quelle di fraternità), il passo successivo è lavarsi. Magari non si diventerà di un trasparente cristallino, ma almeno ci si può riciclare come nuova caraffa da vino: chi l'ha detto che siamo tutti chiamati ad essere caraffe da acqua limpida?

sabato 11 ottobre 2008

Problemi miei?

I miei problemi ritornano sempre e se non ritornano i miei tornano quelli degli altri: in poche parole non ho mai la casa tutta per me, uaz uaz uaz! a parte questo "sclero" iniziale, il concetto di base rimane invariato. A tempi alterni vengo subissato da complicazioni, a volte mie, a volte di lavoro, a volte degli altri. Tutto normale, giusto? Si...e no! Nel senso: normale perchè sono sensazioni già provate e assolutamente comprensibili, che possono avere tutti nella vita; anormale perchè a volte mi sembra di combattere contro il mondo e da solo. Mi capiscono poco, ma forse sarebbe più corretto dire che se non mi capisco io per primo perchè dovrebbero capirmi gli altri? E su questo medito, elaboro ma non crollo più. Ho raggiunto il confine una volta e non mi ci spingo più a "pensare troppo". Nello stesso tempo non accetto neanche i miei limiti, cerco sempre di superarmi (di doppiarmi, se ci riesco...). Non mi sembra una cosa brutta se tenuta sotto controllo...o il fatto che debba essere tenuta sotto controllo ne fa una cosa sbagliata?

giovedì 9 ottobre 2008

«[...] Maria maiestatis [...]»

Ogni tanto mi sveglio e mi riecheggiano nella testa versi interi di canzoni o semplici spezzoni di esse che mi restano dentro per tutta la giornata, come se fossi un immenso lettore cd a cui si è incastrato un disco. E continuo così per tutta la giornata, non riesco a togliermela dalla testa la frase, la canzone e quello strano motivetto; se mi va bene proviene da una bella canzone (ed è piacevole ripeterlo), se mi va male è un ritornello idiota di una ancor più stupida sequenza musicale casuale. E avanti così per tutta la giornata. Una volta mi è capitato con un pezzo disco, altre volte con una pubblicità, ultimamente perfino con una canzone metallica in latino medievale. E mi capita di canticchiarla anche mentre sto entrando in classe! Allucinante, già gli studenti ci credono degli psicopatici, se gli diamo anche di queste conferme...fortuna che me ne accorgo ancora. Ma soprattutto che male c'è? Alemno affronto la giornata col sorriso di chi canticchia piuttosto che col muso di chi tace.

mercoledì 8 ottobre 2008

Maledettissimo punto a capo

Il punto a capo deve essere una persecuzione. Maledetto punto a capo. Maledetta pazienza. Non sono fatto per continuare a ricominciare, non sono fatto per avere pazienza. Ma mi adeguo. Cosa volete ho visto che conviene aspettare, che le cose si risolvono meglio se si aspetta un po' (ragionevole questo po'...). E anche le soluzioni che si prendono di persona/personalmente (alla Catarella di montalbaniana memoria) si rivelano essere più intelligenti di quello che si era pensato in un primo momento. Quindi ricomincio e aspetto. Non perchè sono convinto ma perchè ho fiducia...o forse perchè penso solo al mio egoistico riscontro...che bestia che sono! Una bestia simpatica però.

sabato 4 ottobre 2008

Cronistoria 5+1

C'era una volta un 1 che aveva tante idee (forse troppe). Un 1 a cui piaceva stare in compagnia degli altri numeri. E c'era un altro 1 che invece stava abbastanza per "li fattacci sua". Le prime volte non si divertiva più di tanto ma da dopo un primo maggio e una camminata canterina incominciò a uscire più spesso (ooor...). Così diventarono 2 e decisero di allargare il campo a nuove persone proponendo alcune idee che il primo 1 "sparava in alto" e il secondo 1 "cercava di far star su"(e viceversa). Da uno a due il passo fu breve, da due a 5 lo fu ancora di più. Usciamo, organizziamo, facciamo qualcosa per il compleanni e il più era fatto. E 5 si rimase per molto tempo fra alti e bassi: il primo 1 che aveva imminenti impegni, il secondo 1 che aveva paura, la terza 1, la quarta 1 e la quinta 1 che non capivano bene quel che succedeva. Ma tant'è si arrivò alla montagna. Nel frattempo 1o + 1a aveva fatto "2" e il timore che ciò sfracellasse i 5 si levò da subito perchè loro due sono stati un grande dono. 5 alla montagna? No, ovviamente. Se ne aggiunse 1 ed ecco che 5+1 divenne il metodo migliore per indicare "6". Un aggiunta di grande cuore, oserei dire. Si potevano fermare qui? No, comparvero altri due 1 e il gruppo sembrava essersi assestato sul 5+1+2. Cosa che inizialmente non fu. Si optò quindi per 5+1+1-1 che si facesse capire da tutti, ma che rattristava il secondo 1 (e penso anche gli altri) per il "camminare sulle uova" che comportava. Che fare quindi? Giunti a questo punto forse non servono tanto le somme quanto le moltiplicazioni perchè almeno non dividono. Squillino le trombe, allora! 5+1+2 diventano definitivamente 8 che se lo "orizzontiamo" ci spinge assieme verso l'eternità...

giovedì 2 ottobre 2008

Ogni tanto la sera

E' bello ogni tanto fermarsi alla sera e ascoltare. Il mondo, il silenzio, sé stessi. Se avessi una sigaretta penso che sarebbe il momento migliore per accenderla. Molti fumatori non riescono a eliminarla, la considerrano la sigaretta più difficile da togliere. E li capisco. Di mio sono sempre stato un "animale notturno", chi mi conosce ve lo potrà confermare: mi piace la notte, si addice al mio animo; non tanto perchè sia oscuro, contorto, torbido ma perchè ne amo moltissimo il silenzio. E le stelle. E la luna. E le luci. E le ombre. Da piccolo mi facevano paura il buio e la notte, ma da quando ho imparato ad ascoltarli ne sono rimasto misticamente affascinato. Ho ricevuto un' "illuminazione" sul buio. La sera e la notte mi piacciono troppo. Forse davvero nascondono qualcosa del mio carattere. Ma sono bellissime.

mercoledì 1 ottobre 2008

Giorno

Sono ancora malaticcio, lo ammetto. Ne approfitto per respirare, godere del tempo, della bellezza di una giornata. Ci vuole un cambiamento, solitamente vedo solo monti, spettacolo comunque mirabile e maestoso. E' anche bello essere un po' minimalisti, vedere le cose poco alla volta, stupirsi della bellezza del tempo e del creato. Anche in una città. Anche in un quartiere. Anche in una classe. Capire di aver visto giusto e di essere stato di aiuto è una sensazione che mi fa tantissimo piacere, è uno di quei momenti in cui sei realmente felice dell'andamento della tua vita, delle scelte che a volte anche faticosamente, porti avanti. Non sempre con gioia, è vero, ma oggi almeno con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di utile. Scusate se è poco.