
Un mio carissimo amico che ormai non c'è piü, sosteneva che non fosse sufficiente chiedere a qualcuno "come stai", ma occorreva fare sempre delle doverose distinzioni: come stai intellettualmente? Come stai fisicamente? Come stai emotivamente? Come stai fisicamente? Come stai psichicamente? Da grande pensatore quale era si rendeva pienamente conto che salutando in questo modo non sarebbero bastati i consueti due minuti di ovvietà a farci effettivamente comprendere come l'altro "sta" e forse era proprio questo il suo scopo: farci "prendere tempo". "Prendere", non "perdere", mi raccomando. Perchè il dialogo sta alla base di qualsiasi rapporto, fisico o spirituale. E' un nostro piacere e dal piacere nascono spesso cose molto belle, cosi come dal confronto e magari anche da una bella litigata...

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